Un solo bicchiere d’acqua.

Commento al Vangelo di fra Vincenzo Ippolito ofm
XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno A) – 2 luglio 2023

Dal Vangelo secondo Matteo (10,42)
“E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa”


Come le scorse domeniche, ascoltiamo dalle labbra di Gesù le indicazioni da seguire nella missione, mentre in noi sorgono desideri contrastanti. Da a un lato siamo euforici e curiosi, perché, se il Maestro ci invia, forse è perché qualcosa di buono abbiamo imparata e possiamo dire parole che hanno il gusto del pane a quanti incontreremo, dall’altro lato però la gioia non impedisce al timore di imporsi, al pensiero che agiremo nel nome di Gesù, con la sua forza e tremiamo, impauriti della potenza del fuoco divino affidato alle nostre labbra, al cuore, perché ami, alla mente perché pensi, alle mani, perché agiscano come Lui, per la salvezza dei fratelli. Che il potere del missionario sia servizio e la sua forza risieda nella sua piccolezza, nell’abbandono confidente nel Padre, lo si comprende da una delle raccomandazioni che il Signore ci rivolge: «E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa» (Mt 10,42). La mente si perde, davanti al seme della parola di Cristo che cade nel terreno del cuore: forse non siamo fatti per cose grandi, avventure epiche, battaglie coraggiose, imprese eroiche? Forse il Signore non ci ha promesso che faremo cose più grandi di quelle che ha fatto Lui? Certo e la sua parola rimane in eterno. Ma c’è un particolare che spesso dimentichiamo: la volontà di Dio non è il riflesso del nostro desiderio di grandezza umana, dell’affermazione di noi stessi e delle nostre capacità, spesso ricoperta di falsa umiltà. La volontà di Dio ci vuole sì grandi, ma nella capacità di far trasparire in noi la sua grazia, il suo amore che guarisce, la sua bontà che, come il sole, stendi i suoi raggi in una parte più e meno altrove, a seconda della disponibilità che gli viene offerta. Grande è la volontà di Dio che risiede nell’essere trasparenti come il vetro, cristallini come l’acqua, docili al pari dell’argilla, flessibili al vento, come le messi che biondeggiano e si fanno cullare dal favonio di Dio. Le cose grandi che il Padre vuole che tu operi, con la sua grazia, sono il riverbero di quelle di Gesù, della sua parola ai semplici, del suo guardare i piccoli, del percuotere, con la verga di una vita intessuta di Vangelo, le contrarietà di una storia che sta perdendo i pezzi di umanità, in nome della logica del profitto e dell’interesse. Le cose grandi di Dio sono le pietre della cittadella della tua vita, mente, cuore, corpo, sentimenti, sguardi, idee, parole, sogni, desideri, che si lasciano maneggiare dalle sue mani del Vasaio divino ed ordinare secondo un progetto, che ha in Cristo il suo modello. Non è, infatti, la grandezza di ciò che si compie il segno che l’opera è di Dio, ma l’amore con cui vengono compiute, la povertà e l’umiltà con cui sono accompagnate, l’offerta silenziosa e continua il cucito, spesso nascosto, della tela di una vita, che, come quella di Maria, è gradita agli occhi dell’Onnipotente.

Il regno di Dio inizia da un bicchiere d’acqua e, forse, ricomincia ancora quando il bicchiere è vuoto ed attende chi lo usi ancora. Abituati a puntare in alto, dimentichiamo che la macina si riempie con un chicco di grano alla volta e che la mola del frantoio ricava l’olio dal frutto dell’olivo, che cade uno alla volta ed attende poi la caduta di altri, dopo o insieme a lui. Dare piccole cose è il segreto per imparare a dare cose ancor più grandi, secondo la volontà di Dio, dare piccole cose è la dinamica dell’abituarsi a vincere se stessi ed il proprio egoismo, per aprire le mani alla condivisione, che crea accoglienza nel cuore dell’altro, che, come noi, non è abituato a gesti di sincera gratuità. Ma il bicchiere deve essere pieno di acqua e l’acqua da donare deve essere fresca, offerta ai piccoli, capaci di apprezzare il gesto e di entrare nel linguaggio della piccolezza evangelica, insegnata da Gesù a Betlemme. Sono i piccoli gesti che cambiano la vita, un sorriso, uno sguardo, una parola, un abbraccio autentico, un aiuto concreto, un pane offerto, un bicchiere d’acqua fresca concessa, senza che venga chiesta, sapendo che l’altro, piccolo come te, ne ha bisogno.

C’è un particolare, su cui la mente mia ora si ferma. La parola di Cristo può essere letta anche al contrario: se ti fai discepolo di Cristo, accoglierai di buon grado la fresca acqua, che il bicchiere offerto dal fratello ti dona; se ti farai piccolo, vivrai rapporti improntati allo stupore dell’altro, che legge il tuo bisogno di frescura e refrigerio, per chi non hai il coraggio di chiedere; se ti fai piccolo, come Gesù, l’amore per il fratello ti condurrà ad accogliere, sulla tua croce, anche l’aceto che ti viene offerto, per dispregio, sapendo che solo l’amore abita la sofferenza offerta e la rende segno della misericordia  e del perdono di Dio.

Prima di arrivare alla cima della croce, piega il tuo cuore al Vangelo delle piccole cose. Accogli ciò che Dio ti dona e stupisciti del fatto che l’Altissimo diventa piccolissimo, un bambino tra le braccia di Maria. Sorseggiando in questi giorni l’acqua fresca di un bicchiere – lo farai spesso nella calura di questo tempo d’estate – ricordati che basta poco per sperimentare il refrigerio e trovare ristoro. È quanto Gesù ti chiede di fare, con il tuo cuore traboccante di vero amore da offrire, come acqua fresca, ai fratelli.