TARCISIO MANTA
Nato a Potenza nel 1936, frate Tarcisio Manta è un frate francescano della Provincia Salernitano-Lucana, sacerdote, pittore, scultore e autore di importanti opere di arte sacra contemporanea. Dopo la formazione a Potenza e a Nocera Inferiore, viene ordinato sacerdote francescano e consegue la Licenza in Teologia presso il Pontificio Ateneo Antoniano di Roma. Successivamente frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, perfezionandosi nella decorazione pittorica sotto la guida del maestro Domenico Cantatore.
La sua formazione artistica si completa nelle botteghe e negli studi di numerosi maestri, dove apprende le tecniche della vetrata istoriata, del mosaico, della ceramica, dell’affresco e della scultura. Fin dagli inizi della sua attività, interpreta l’arte come strumento di evangelizzazione e di servizio alla liturgia, progettando e realizzando arredi sacri, vetrate, sculture, mosaici e cicli pittorici per numerose chiese e comunità religiose.
Tra il 1968 e il 1973 svolge una significativa missione in Brasile, nello Stato di Minas Gerais, nell’area di Belo Horizonte. In quegli anni si dedica con entusiasmo al restauro, alla ristrutturazione e alla decorazione di numerose chiese, contribuendo al loro adeguamento alle nuove indicazioni liturgiche del Concilio Vaticano II. L’esperienza brasiliana arricchisce profondamente il suo linguaggio artistico: la luce intensa, il bianco delle architetture e i colori della natura tropicale entreranno stabilmente nella sua ricerca pittorica.
Rientrato in Italia nel 1973, continua la sua intensa attività artistica e pastorale lasciando opere in numerose regioni italiane. Tra gli interventi più significativi figurano la chiesa della Madonna della Misericordia di Osimo, le chiese di Lanciano, San Rocco a Lioni, dove realizza l’intero ciclo di vetrate istoriate, e numerosi complessi religiosi in Basilicata, Campania, Marche, Lombardia e Lazio.
Di particolare rilievo sono il portale in rame sbalzato di San Pietro nella chiesa omonima di Trivigno (Potenza), il portale di Sant’Antonio da Padova a Prepezzano (Salerno), il portale bronzeo con le Storie di Sant’Antonio a Oppido Lucano, oltre agli arredi sacri delle chiese di Santa Cecilia a Potenza, San Mango sul Calore, Madonna Assunta di Campomaggiore e del Santuario di Maria Santissima Incoronata a Montoro.
Ha inoltre progettato e realizzato cappelle per comunità religiose in diverse regioni italiane e lasciato importanti testimonianze artistiche a Baragiano, Tito Scalo, Sant’Angelo Le Fratte, Nocera Inferiore, Tramonti, Prepezzano e Baronissi, dove nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli ha creato un imponente ciclo di vetrate e un mosaico dedicati alla vita della Vergine Maria. Ha inoltre curato l’ammodernamento della chiesa di Santa Maria della Consolazione a Salerno.
Particolarmente significativo è il suo legame con la città di Potenza, dove ha lasciato alcune delle sue opere più rappresentative. Nella parrocchia di Santa Maria del Sepolcro ha realizzato numerose tele e dipinti; presso la chiesa di San Francesco ha collocato, nel 1983, una statua in bronzo del Santo e un ciclo di bassorilievi in terracotta. Durante il suo ministero nella chiesa di San Michele Arcangelo, nel centro storico, ha ridisegnato il presbiterio, l’altare, l’ambone, il leggio e il battistero.
Il complesso più organico della sua produzione si trova tuttavia nella chiesa di San Giuseppe Lavoratore, nel rione Lucania di Potenza, dove ogni elemento dialoga in un progetto unitario: dall’altare all’ambone, dal grande crocifisso in bronzo alle vetrate istoriate, fino al mosaico del portale d’ingresso e alla Cappella della Misericordia, interamente progettata e decorata dall’artista. Negli ultimi anni ha inoltre restituito colore ai sei pannelli in intonaco graffito degli anni Settanta dedicati alle Beatitudini.
Per frate Tarcisio Manta l’arte è anzitutto preghiera. Le sue opere, essenziali nel segno ma ricche di intensa spiritualità, esprimono un continuo dialogo tra dolore e speranza, contemplazione e ricerca interiore. Il suo linguaggio artistico, profondamente ispirato al carisma francescano, trova nel creato una manifestazione del divino. Emblematica in questo senso è la sua interpretazione del Cantico delle Creature, sintesi della sua visione spirituale e artistica.
Accanto alla produzione monumentale, è immensa la sua attività pittorica. Per oltre settant’anni ha dipinto quotidianamente su ogni tipo di supporto — carta, cartone, giornali, carte da parati e materiali di recupero — utilizzando tecniche miste, pastelli, cere e colori acrilici. Paesaggi, nature morte, figure sacre e soggetti della vita quotidiana rivelano un tratto immediatamente riconoscibile. Schizzi, studi e bozzetti accompagnano costantemente il suo lavoro creativo e spesso il retro delle sue opere ospita nuove composizioni, segno di una inesauribile esigenza espressiva.
I suoi dipinti e le sue opere grafiche sono oggi ampiamente diffusi in collezioni private e comunità religiose, spesso donati in occasione di anniversari, matrimoni, lauree e ricorrenze familiari. Una produzione vastissima che testimonia oltre sette decenni di instancabile servizio artistico e spirituale, durante i quali frate Tarcisio Manta ha saputo trasformare la materia, il colore e la luce in autentici strumenti di fede, bellezza e speranza.
