VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)
Gv 14,15-21
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Parola del Signore.
Omelia R.P. Vincenzo Ippolito
Santuario Maria SS. Incoronata – Montoro (AV)
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Il Signore conceda a tutti quanti noi, carissimi fratelli e sorelle, la sua grazia e la sua pace.
La dinamica della vita cristiana si muove tra il Cenacolo e il mondo. Nel Cenacolo noi ascoltiamo la parola di Gesù Cristo, riempiamo il cuore nostro dei sentimenti del cuore del Salvatore. Lasciamo che la sua Parola plasmi la nostra mente e imprima nella nostra vita il segno dell’amore del Padre, il desiderio di vivere il Vangelo, di essere figli in Lui che è il Figlio diletto. È nel Cenacolo che, dal pane spezzato, dal sangue versato, impariamo che la vita ha senso soltanto nel dono. È nel Cenacolo che, accogliendo la parola di Gesù Cristo, facciamo spazio nel cuore nostro, perché i fratelli vengano accolti sempre, non considerati nemici, e la misericordia scandisca, insieme con il perdono, il nostro desiderio di costruire tra gli uomini la fraternità, regno di Cristo Signore nel mondo. Più stiamo nel Cenacolo e ascoltiamo la parola di Cristo, vediamo i gesti del Suo lavare i nostri piedi, più lasciamo che il silenzio nostro accolga quella loquela del Salvatore che sempre lampada ai nostri passi, luce sul nostro cammino, e più viviamo il desiderio di uscire dal Cenacolo e farci, come i discepoli il giorno di Pentecoste, annunciatori dell’amore che ha vinto la morte, del perdono che è più grande di ogni odio, della misericordia che sconfigge la violenza e fa diventare la terra il giardino di Dio, perché Egli abita con gli uomini.
Cenacolo e mondo. È la dinamica che deve sempre scandire la nostra vita cristiana. Quando noi partecipiamo all’Eucaristia siamo nel Cenacolo, quando noi preghiamo stiamo insieme con Cristo, quando viviamo la bellezza della fraternità nella ricerca costante della volontà del Padre, noi sappiamo di realizzare la promessa di Gesù: dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro. Più siamo insieme con Cristo, più veniamo respinti. Forza centrifuga è quella dello Spirito Santo che ci spinge sempre ad andare lontano fino agli estremi confini della terra. Noi veniamo respinti perché nel mondo diventiamo testimoni di quell’amore, seminatori di quella gioia, perché il Vangelo di Venti, parola di liberazione e di speranza, che dona ai lontani le fragranti parole del Salvatore che sono spirito e vita.
La liturgia di queste domeniche ci dà la possibilità di stare nel Cenacolo, ma non per vivere una fede ripiegata su se stessa o un amore intimistico dove stiamo bene noi e stanno bene tutti! Questa non è l’autentica carità che noi apprendiamo, contempliamo, nei gesti ascoltiamo delle parole del Salvatore! La liturgia ci vuole invece educare a questa dinamica dell’interiorità e dell’esteriorità, dello stare nel Cenacolo e dell’uscire, non per combatterci, quanto invece per costruire il Regno di Dio nel mondo. E domenica dopo domenica veniamo educati dalla Parola di Gesù, domenica dopo domenica ascoltiamo il suo insegnamento, giorno dopo giorno vediamo come la vita sua diventa quel libro scritto dentro e fuori dal dito dello Spirito Santo, nel quale il Padre riversa la sua Parola di vita e dove noi possiamo trovare in abbondanza la gioia.
Stiamo nel Cenacolo per uscire, si viene in Chiesa per vivere e annunciare il Vangelo, si sta con Cristo perché la vita delle nostre famiglie, i nostri lavori, le nostre attività quotidiane abbiano il profumo della misericordia, il balsamo della consolazione, la forza dello Spirito Santo che vince ogni morte e fa rifiorire la primavera della gioia del Regno dei Cieli.
Siamo invitati in questa domenica a vivere questo momento di Cenacolo perché la Parola di Cristo ci tempri, ci doni un aspetto particolare del mistero di Cristo Signore, ci porti a vedere, a comprendere, a capire qual è la nostra identità e al tempo stesso ad essere, fuori del Cenacolo, propagatori della gioia che abbiamo compreso, seminatori del Vangelo che interiormente noi abbiamo accolto. Se non ci sono questi momenti di interiorità animata dallo Spirito, se non c’è questo lavorio di profondità che il Paraclito porta avanti dentro di noi, noi potremmo dire, mutuando le parole dell’Apostolo, siamo come dei cembali che tintinnano e dei campanelli che risuonano perché la nostra vita ha senso al di fuori, le nostre parole, le nostre relazioni, soltanto se dentro, stando nel Cenacolo insieme con Cristo, Egli alimenta il nostro desiderio di santità e ci fa diventare delle creature nuove. Più interiormente facciamo spazio alla potenza dell’amore di Dio, più nelle relazioni con gli altri riversiamo questa misericordia, dove noi non siamo se non il ricettacolo, il vaso plasmato dalla grazia che dona abbondantemente quella che è la potenza della misericordia che dentro di noi abita.
Per questo la liturgia ci educa a tale dinamica e domenica dopo domenica ci fa ascoltare la parola di Gesù perché si imprima profondamente nel nostro cuore e ogni nostra attività abbia il profumo del Vangelo, il balsamo della consolazione, il sorriso della gioia del cuore del Padre.
Ma qual è l’aspetto che il Signore in questo nostro tempo di Cenacolo ci vuole donare? Qual è la consapevolezza della nostra identità cristiana che ci vuole far comprendere? Qual è l’aspetto del mistero di Cristo che noi siamo chiamati a contemplare perché imprimendosi in noi diventiamo immagine e somiglianza sua, riflettendo, dice l’Apostolo, come in uno specchio la gloria del Padre così da essere trasformati di gloria in gloria in Lui che è l’immagine visibile del Dio invisibile? Oggi Gesù ci parla, ci promette, ci spiega quello che è il dono dello Spirito Santo. Lo abbiamo ascoltato. Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Noi sappiamo che, asceso alla destra del Padre dopo la sua resurrezione – lo contempleremo nel mistero della liturgia la prossima domenica – Cristo è mediatore dello Spirito Santo, Egli prega il Padre e lo prega per te, lo prega per tutti quanti noi perché noi tutti diventiamo come Gesù Cristo consacrati dalla potenza dello Spirito Santo così da poter dire quelle parole che, tratte dal libro del profeta Isaia, Gesù lesse e realizzò nella sinagoga di Nazareth: lo Spirito del Signore è sopra di me, per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri un lieto messaggio, ad annunciare agli schiavi la liberazione e a proclamare l’anno di liberazione del Signore. Perché si realizzi per noi quella parola che Pietro nella casa di Cornelio dona quale promessa di gioia per tutti quanti i credenti, lo Spirito Santo scese su Gesù perché il Padre consacrò in Spirito Santo e potenza lui il figlio di Maria e passò sanando e beneficiando tutti coloro che erano prigionieri del male, perché lui era proprio con Gesù, in Gesù e attraverso Gesù veniva donato quel sacco di misericordia che squartato nella passione effonde grazia su grazia su tutta quanta l’umanità. Perché è in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità e noi ne abbiamo parte.
Che gioia carissimi fratelli e sorelle sapere che, alla destra del Padre, Gesù prega per tutti quanti noi! Egli lo promette: io non vi lascerò orfani sarò sempre con voi. Ma cosa chiede al Padre per noi Gesù Cristo? Forse chiede ricchezza? Forse chiede salute? Forse chiede la realizzazione dei nostri desideri? Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia. Prima di tutto Gesù chiede al Padre la nostra gioia, la nostra trasformazione, la nostra conversione, la nostra conformazione a Lui perché lo Spirito Santo, che Egli chiede al Padre, è il dono d’amore, è l’amore increato, è l’amore che ci conforma a Lui, è l’amore che ci trasforma in creature nuove.
Dio effonde attraverso il mistero pasquale del suo Figlio Gesù su tutti quanti noi l’acqua zampillante dello Spirito: io pregherò il Padre ed Egli vi darà lo Spirito Santo perché rimanga con voi per sempre. Questo Spirito che dal cuore di Cristo nel mistero della sua Pasqua è effuso su tutti quanti i membri della Chiesa ci rende creature nuove. Quando tu non riesci ad amare è lo Spirito Santo che ti manca, non tanto la tua volontà di operare il bene. Quando non riesci a trovare il senso della tua giornata, quando i tuoi passi ti portano lontano da Dio e dalla sua volontà, quando desideri il bene ma operi soltanto il male, quando sei ripiegato su te stesso incapace di vedere qual è la strada che devi imboccare, il bene che devi realizzare, il perdono da effondere, la misericordia da accogliere e da donare agli altri… è lo Spirito Santo che ti manca! Quando non riesci a pregare, quando sei preso dalle distrazioni, quando le preoccupazioni della vita prendono il sopravvento sul tempo che dedichi alla comunione con Dio… è lo Spirito che devi invocare perché il Signore Gesù te lo doni, dal momento che Egli lo ha promesso. Se voi che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono.
Perché non chiedi il dono dello Spirito Santo? Perché perdi tempo a chiedere quelle cose che sono così secondarie, che riempiono il tuo tempo e la tua vita ma non riempiono il tuo cuore assetato di amore e di misericordia e di senso? Gesù prega il Padre e ogni qualvolta Gesù prega il Padre il cuore di Dio che è nostro Padre – Dio mio e Dio vostro, Padre mio e Padre vostro dice Gesù alla Maddalena la mattina della Risurrezione – Dio apre il suo cuore e riversa su di noi come un giorno sul suo Figlio Gesù nel mistero del battesimo, quella pioggia di misericordia, quella grazia di redenzione, quel balsamo che ci fa diventare creature nuove. E in quel momento noi ascoltiamo la parola che il Padre pronuncia sul suo Figlio diletto nel momento del Battesimo: tu sei mio figlio oggi ti ho generato. E, ancora, le parole di Gesù Cristo rivolte ai discepoli sono rivolte anche a noi quando riceviamo la Divina Unzione: ricevete lo Spirito Santo, a coloro a cui rimetterete i peccati saranno rimessi, a coloro a cui non li rimetterete resteranno non rimessi.
Lo Spirito Santo è la vita di Gesù risorto che passa dal suo cuore al nostro cuore, sono i pensieri del Risorto che dalla sua mente passano alla nostra mente, le azioni del Padre che affidate alla vita di Cristo passano in noi, le parole sue che trasbordano dalle sue labbra e ci raggiungono e trasformano le nostre parole, sono tutti i suoi sentimenti a noi comunicati, capaci di renderci creature nuove, dopo aver guerreggiato con i sentimenti nostri piuttosto carnali e incapaci di operare il bene che desideriamo. Questo fa lo Spirito Santo: riversa in te la vita bella che c’è in Gesù Cristo al punto tale che tu puoi dire con Paolo vivo, ma non vivo io in me vive Cristo e, ancora con l’Apostolo, possiamo dire: io porto nella mia carne le stimmate di Gesù Cristo. Proprio come fa Francesco che sulla Verna chiede tutto l’amore e tutto il dolore. Cosa mai chiede il serafico padre se non quel fuoco dello Spirito Santo che il serafino alato gli dona così che l’amante diventi perfetta immagine dell’amato?
Io pregherò il Padre ed egli vi darà lo Spirito Santo perché rimanga con voi per sempre.
È un dono d’amore quello che Gesù ci fa. Ma quando Dio fa un dono, non lo fa per un tempo breve, lo fa per sempre, lo fa in eterno, lo fa nel tempo e nell’eternità. Noi invece quando facciamo un dono ci arrabbiamo, ci riprendiamo il dono quando le nostre amicizie si infrangono, quando i nostri rapporti si inclinano noi battiamo ritirata e ci riprendiamo quell’affetto che abbiamo donato, quell’amore che abbiamo effuso. Quella relazione bella che abbiamo cercato di costruire si interrompe. Dio invece quando fa una cosa la fa per sempre. Dio ci ama da sempre e per sempre. L’amore di Dio nei tuoi riguardi è più grande del cielo, l’amore di Dio per te è più sconfinato dell’oceano. Se volesse Dio riversare sul tuo cuore tutta la potenza del suo spirito che fa nuove tutte le cose, sarebbe più immenso dell’oceano, sarebbe più grande dello spazio dell’universo il suo amore e tu non potresti contenerlo dentro di te. Sarebbe un dono di grazia che amplia continuamente gli spazi interiori del tuo cuore e li fa diventare capaci di contenere il mistero insondabile della Divina Misericordia. Per questo la liturgia, guardando a Maria ci fa dire: Colui che l’universo non può contenere si è piegato, si è chiuso nel piccolo spazio del tuo seno. Quando noi accogliamo lo Spirito Santo resta sempre con noi e perché lo scacci? Perché lo mandi via? Perché con il tuo rifiuto lo metti alla porta? Perché non diventi compagno di quell’ospite dolce dell’anima? Perché non accogli nella tua vita quel dolcissimo sollievo? Perché non permetti allo Spirito Santo di lenire i tuoi dolori, di essere effuso come balsamo nei tuoi momenti di tristezza, di profumare il tuo capo quando ti senti angosciato, di darti la luce di Dio quando ti senti prostrato, di essere accanto a te con un amico che ti consola quando la vita ti fa cadere? Perché non permetti che lo Spirito Santo dentro di te ti faccia pregare, lodare, ringraziare, desiderare sempre il bene e costruirlo in santa operosità insieme con le persone che ti stanno accanto?
Il Paraclito rimane con noi per sempre! Per questo, carissimi fratelli e sorelle, noi non siamo mai soli mai, mai! Anche quando viviamo l’angoscia e la disperazione perché in qualche attimo di silenzio ci sentiamo abbandonati, quando crediamo che gli altri non ci comprendono, ci abbandonano… in quei momenti Dio non ci abbandona mai. Se anche una madre abbandonasse il figlio io non ti abbandonerò mai, perché ho tatuato il tuo nome sulle palme delle mie mani.
Io pregherò il Padre e questo Spirito rimane con voi per sempre, per sempre, per sempre! E allora accogliamo questo Spirito, facciamogli posto nel nostro cuore lasciamo che prenda spazio nella nostra interiorità, che purifichi i nostri sentimenti cattivi, che allontani le paure, i timori del domani, che ci spinga ad abbracciarci come fratelli, ad accoglierci come amici, a riconciliarci e a perdonarci sempre perché tutti abbiamo qualcosa da perdonarci, tutti abbiamo qualcosa da perdonare agli altri, tutti abbiamo bisogno che l’amore di Dio, attraverso gli altri, diventi un’esperienza di riconciliazione, di pacificazione e di perdono.
Ma poi Gesù dà anche la capacità di comprendere che cosa fa questo Spirito. Utilizza infatti più di un nome: lo Spirito è il Paraclito, lo Spirito è della verità, lo Spirito è compagno, amico che ci strappa da quella esperienza di solitudine, del sentirci orfani.
Prima di tutto lo Spirito Santo è paraclito, è consolatore, è avvocato. Quando Dio è dentro di te, Dio non è il tuo nemico, Dio è tuo amico, Dio è tuo compagno, Dio ti difende sempre. Quando lo Spirito Santo è dentro di te non fa guerra a te, ma al tuo orgoglio, non mette a repentaglio la tua vita, ma le tue negatività, non sbaraglia la tua esistenza, quanto invece quello che è dentro di te è tenebra. Perché non ti fidi di questo compagno? Perché non ti affidi a questo avvocato? Perché non consegni tutte le pratiche della tua esistenza perché egli le ordini e sia il tuo difensore, sia la tua guida, sia il tuo baluardo, sia la tua costante salvezza? Per questo noi dobbiamo pregare:
Vieni Spirito Santo, vieni con i tuoi santi doni. Io mi sento solo, difendimi tu che sei il mio avvocato. Io mi sento nella tristezza, consolami, tu che sei la compiacenza del Padre riversata nel cuore del Figlio. Io mi sento nell’amarezza… come hai fatto con Francesco, rendi dolci le cose più amare della mia vita, perché la trasformazione della mia esistenza mi faccia diventare riflesso del mistero pasquale di Gesù.
Dio non ti accusa, Dio ti difende. E Dio ti difende sempre, anche quando sei nel peccato, anche quando ti senti lontano da Dio, anche quando, come la pecora smarrita, vai errando lontano dall’abbraccio del buon pastore. Dio ti viene incontro, ti prende, ti mette sulle sue spalle e ti riconduce nell’ovile sicuro del cuore del Padre. Non ti rimprovera mai, no! E se avvertiamo la tristezza, ricorda Paolo, quella che viene da Dio, la tristezza, serve per diventare creature nuove, per sentire l’angoscia del nostro peccare, per avvertire l’amarezza della lontananza da Dio.
Dio è il nostro Avvocato e ci difende nei momenti di difficoltà, nelle sventure della vita. Dio non è con l’indice puntato contro di te, perché tu sei un figlio ingrato. Dio ti ama sempre, anche quando pecchi, anche quando sei lontano, anche quando lo rinneghi come Pietro, anche quando lo tradisci come Giuda, anche come tutti gli apostoli ti allontani da lui. Dio rimane fedele, perché non può rinnegare l’amore che ti ha donato, la misericordia che ti ha effuso, lo spirito di verità che ti ha promesso.
Oh, com’è bello avere questo Spirito che rimane con noi! Facciamo diventare la nostra vita come Maria, il Tempio Santo dello Spirito, diventiamo compagni di questo spirito che ci porta a fare e a dire sempre la verità. Lasciamoci difendere, come Maria di Betania, che è ai piedi di Gesù quando Marta interviene perché Cristo possa difendere lei, che in maniera presuntuosa vuole imporre la sua volontà, anche noi come Maria facciamo silenzio, perché Cristo sia il nostro difensore e lo Spirito il nostro Avvocato.
Il secondo titolo con il quale Gesù Signore parla dello Spirito Santo è lo spirito della verità, che il mondo non può ricevere, non lo vede e non lo conosce. Che cosa significa che lo spirito è della verità? Noi sappiamo, lo abbiamo ascoltato sempre dalle labbra del Signore, che Gesù è via, è verità, è vita. Lo Spirito della verità è lo Spirito di Gesù, è Lui la verità. Lo Spirito della verità è Colui che ci dà gli occhi nuovi, lo sguardo autentico per vedere tutto secondo la volontà del Signore. Lo Spirito della verità mette ordine nella nostra vita, nei nostri rapporti, allontana l’orgoglio e l’egoismo e fa regnare in noi la potenza di quell’amore che ci porta al dono e al perdono. Se accogli dentro di te lo Spirito, sarà Lui a portarti la verità di Gesù, la verità dell’amore. Se fai posto dentro di te allo Spirito, Lui ti darà lo sguardo per rifuggire la menzogna e per avere sempre sulle labbra la giustizia e la realtà, secondo Dio. Se lascerai che lo Spirito Santo plasmi il tuo sguardo, tu vedrai Dio in ogni cosa, nella creazione e tra i fratelli vedrai il riflesso suo e godrai nel cuore perché Lui non ti abbandona mai e tra le disperazioni degli uomini la luce della Sua parola ti guidi e il conforto della Sua misericordia sempre ti spinga a costruire il suo regno di giustizia, di fraternità e di pace.
Abbiamo bisogno dello Spirito della verità per fare la verità, per operare la giustizia, per seguire la giustizia di Dio, per essere capaci di dire e fare la verità. Quanta menzogna, quanta violenza, quanta paura nel dire e fare la verità! Facciamo spazio allo Spirito Santo perché, rimanendo in noi, allontani ogni bugia, ogni falsità. Ma perché mai, carissimi fratelli e sorelle, noi diciamo delle bugie? Per la paura della verità! Abbiamo paura di dire la verità, abbiamo paura di gridare la verità, abbiamo paura di fare la verità, abbiamo paura di farci portare, condurre, per mano dalla verità. Abbiamo paura che gli altri non ci accolgono quando diciamo la verità, abbiamo paura che gli altri non ci comprendano quando diciamo la verità. Invece se tu hai lo Spirito Santo non hai paura della verità. L’accogli tu e lasci che il fratello, la sorella, accanto a te sappia fare i conti con la verità, imparare dalla verità, spezzare il giogo della menzogna.
È vero, ci sono verità che fanno spavento, che premono sul nostro cuore, che ci fanno paura. Ma a che serve vivere nella menzogna, vivere nella bugia? Lasciamo regnare tra noi la verità e guidiamoci, accompagniamoci ad accogliere la verità secondo Dio. Anche quelle verità scomode che sono così considerate dagli uomini, ma la verità secondo Dio è sempre plasmata dall’amore e dalla misericordia. E quando Dio ti dona la verità, vuole sconfiggere il regno delle tenebre, quello della menzogna che è del diavolo e vuole farti vivere in quella misericordia che, donata, fa sempre regnare la vita e la gioia.
Ma c’è un passaggio che è piuttosto difficile da comprendere, perché dice che lo Spirito della verità, il mondo non può riceverlo. Il mondo è coloro che scelgono la cattiveria, sono presi dalla presunzione, vivono nell’orgoglio. Il mondo nel Vangelo secondo Giovanni rappresenta proprio il mistero delle tenebre che non si lascia illuminare dalla potenza di Dio e coloro che scelgono il regno delle tenebre non vedono, sono ciechi, dice Gesù. Non vedono e non lo conoscono.
Ma dov’è carissimi fratelli e sorelle che noi vediamo lo Spirito Santo? Dov’è che conosciamo lo Spirito Santo? Coloro che non vedono e non conoscono, non accolgono Gesù Cristo. Egli venne nel mondo ma il mondo non l’ha accolto, le tenebre non l’hanno accettato, dice Giovanni all’inizio del suo Vangelo. Noi vediamo lo Spirito Santo, noi conosciamo lo Spirito Santo da Gesù. Lui è il tempio dello Spirito Santo, Lui dispensa l’amore e il perdono, Lui ci concede la potenza della misericordia. Se tu stai con Gesù, se tu accogli Gesù, accogli dentro di te la conoscenza dello Spirito Santo e vedi quello che lo Spirito Santo fa in Gesù. Lo fa parlare, lo fa pensare, lo fa operare i miracoli, lo fa amare, lo fa donare la vita, questo fa lo Spirito Santo! E quando tu vedi ciò che lo Spirito Santo fa in Gesù, conosci ciò che lo Spirito Santo fa in Gesù e riesci anche a desiderare che lo Spirito Santo con il tuo Eccomi faccia le stesse cose dentro di te. È questo, carissimi fratelli e sorelle, che noi dobbiamo considerare e accogliere. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà con voi. Lasciamo operare questo Spirito Santo, carissimi fratelli e sorelle, lasciamo che questo Spirito Santo ci renda delle creature nuove!
Ed è bello vedere che in un momento di grande persecuzione è stato ucciso Stefano e in quel momento di difficoltà – sembra strano – Dio lascia che il Vangelo si spanda a macchia d’olio nella città di Gerusalemme e Filippo va in Samaria proprio ad annunciare il Vangelo. Il Libro degli Atti degli Apostoli, nella lettura odierna, ci fa vedere proprio questo. Come i discepoli, lo abbiamo ascoltato, Pietro e Giovanni scesero in Samaria, lì dove era stata accolta la parola di Dio e cosa fanno? Pregarono per loro ed essi ricevettero lo Spirito Santo e più avanti, dice, imponevano loro le mani e quelle ricevevano lo Spirito Santo.
Carissimi fratelli e sorelle, tutti abbiamo ricevuto il dono dello Spirito Santo. È questo che la Chiesa fa: prega e dona lo Spirito Santo, non come se venisse da noi. Noi siamo ambasciatori dello Spirito che passa attraverso di noi e allora questo Spirito lo riceviamo continuamente. Quando preghiamo, Gesù si rende presente per la potenza dello Spirito Santo sull’altare e comunicandoci al pane e il vino, noi diventiamo tempio della gloria del Signore. Quando riceviamo l’assoluzione, veniamo assolti dai peccati. È lo Spirito Santo che viene chiesto dalla Chiesa per noi, perché ci renda delle creature nuove. In tutti i sacramenti, in tutti i momenti, la Chiesa prega per noi, prega su di noi, perché lo Spirito Santo metta in noi l’abitazione sua, la dimora sua.
Carissimi fratelli e sorelle, lasciamo operare in noi lo Spirito Santo e preghiamolo, invochiamolo, bussiamo alla porta del cuore di Cristo perché quel costato trafitto ci dia il prezzo della nostra salvezza. Quel sangue e quell’acqua riversato su di noi ci trasformino in creature nuove.
Preghiamo insistentemente perché lo Spirito Santo, entrando negli angusti spazi del nostro cuore, allarghi gli spazi della nostra tenda interiore e ci faccia diventare abitazione e dimora di Dio. Non riesci a pregare? Invocalo continuamente. Non riesci a credere in te e nella bellezza della vita? Invoca lo Spirito Santo. Vuoi fare dei passi in avanti sulla strada della virtù? Non riesci a perdonare, a gettare in fondo al mare della misericordia del cuore di Cristo un’azione che ti è stata perpetuata in maniera cattiva? Prega lo Spirito Santo! Invocalo continuamente! Chiedi che ogni palpito del tuo cuore sia una richiesta della sua volontà, che ogni gemito della tua mente sia una invocazione costante della sua misericordia. Bussa senza posa: chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto, cercate e troverete. Bussa, cerca, chiedi a Cristo questo dono e insieme con lui chiedilo al Padre, perché ricevendo questo Spirito della verità, il Paraclito, il nostro Avvocato, tu diventi una creatura nuova.
La trasformazione della vita dipende dall’eccomi che noi, come Maria, come Gesù, diciamo allo Spirito Santo, perché, entrando dentro di noi, ci converta. È l’esperienza di Francesco: Era cosa per me troppo amara vedere i lebbrosi, ma il Signore mi condusse tra di loro e usai ad essi misericordia. Ciò che mi fu amaro mi fu cambiato in dolcezza di anima e di corpo. Gesù rivela, nel cuore di Francesco, tutta la compiacenza dell’amore del Padre e Francesco è trasformato, Francesco è rapito, Francesco vive nella preghiera, nella lode, nella carità, nel servizio dei lebbrosi, nella misericordia donata sempre ad ogni fratello e ad ogni suo figlio.
Pregai e mi fu elargita la sapienza, implorai, dice la Scrittura, il libro del Siracide, e venne a me lo spirito della prudenza. Pietro questo chiede: adorate il Signore Gesù Cristo nei vostri cuori, pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.
La vita cristiana è, nel cenacolo, adorare lo Spirito Santo, adorare il Signore Gesù Cristo nei nostri cuori e rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza, a chiunque ci chiede di farci vedere con le opere l’amore che ci brucia nel cuore. Adoriamo Gesù, portiamo Gesù nel cuore, facciamolo crescere con noi e doniamolo come ha fatto Maria a coloro che ci chiedono la consolante presenza del Salvatore.
Che Maria accompagni il nostro cammino e ci dia sempre la grazia, la forza di vivere la dinamica della comunione e del dono, di stare nel cenacolo con il Maestro e di donare ai fratelli quella pioggia di misericordia che Egli riversa nel nostro cuore, facendoci diventare creature nuove. Amen, Amen, Alleluia.

